Le diverse misure d'emergenza attuate dalle città italiane più colpite sono sembrate soluzioni ideate un pò alla carlona; rimedi obsoleti che funzionavano decine di anni fa ma non oggi.
Oltre a ciò va detto che passato l'allarme, caduta la pioggia, lo smog, termine anche troppo generico, sembra non fare neanche più notizia.
Oltre a ciò va detto che passato l'allarme, caduta la pioggia, lo smog, termine anche troppo generico, sembra non fare neanche più notizia.
I rimedi attuati hanno solamente sfiorato la problematica dell'efficientamento energetico, con particolare riferimento alle caldaie.
A Milano, dati CURIT (Catasto Unico Regionale Impianti Termici), sono rimaste solamente il 4% di caldaie a gasolio, ovvero 3400 caldaie circa.
A Milano, dati CURIT (Catasto Unico Regionale Impianti Termici), sono rimaste solamente il 4% di caldaie a gasolio, ovvero 3400 caldaie circa.
Purtroppo, sul fronte delle emissioni di CO2, queste caldaie inquinano come il restante 96% di caldaie a metano.
Oltre a ciò, va detto che le caldaie a gasolio emettono anche polveri sottili ed altri residui inquinanti, quindi nel complesso il 4%delle caldaie a Gasolio di Milano inquina di più del restante 96% di caldaie a metano.
Il dato diventa ancora più allarmante se consideriamo che la città di Milano è una città virtuosa, mentre il trend del resto d'Italia va in tutt'altra direzione.
Da indagini di mercato condotte dalle aziende termoidrauliche, infatti, risulta che il 64% delle caldaie in Italia è a gasolio.
Ma andiamo a vedere perchè il casolio inquina molto di più del metano, producendo scarti anche molto più difficili da smaltire.
Gli idrocarburi del gasolio sono catene lineari di atomi di carbonio ed idrogeno, come quella riportata in figura:
Gli atomi in grigio sono atomi di carbonio, mentre gli atomi in bianco sono atomi di idrogeno.
Nel gasolio inoltre vengono aggiunte anche sostanze a catena ciclica come l'alfa-metilnaftalene che decomponendosi danno luogo a sostanze più complesse dell'anidride carbonica ed altamente cancerogene.
Tracce di zolfo completano la composizione del gasolio, queste ultime producono anidride solforosa, causa di piogge acide.
Ma torniamo alla composizione molecolare degli idrocarburi del gasolio per paragonarla alla composizione molecolare del metano riportata nella figura seguente:
Come si nota immediatamente il metano è costituito da pochissimi atomi, per la precisione un carbonio, in grigio scuro, e 4 idrogeni in bianco.
Quest' analisi rende chiaro immediatamente che già la sola produzione di anidride carbonica derivante dalla combustione del metano e di molto inferiore rispetto a quella che si ottiene dalla combustione del gasolio.
Se infatti bruciamo una mole di combustibile contenente catene lineari a 20 atomi di carbonio, come quelle in figura, otteniamo 20 volte l'anidride carbonica che si ottiene bruciando una mole di metano.
Se aggiungiamo a questo il fatto che il metano non presenta tracce di zolfo e non viene miscelato con l'alfa-metilnaftalene, vediamo subito che dalla combustione del metano non fuoriescono le sostanze cancerogene e l'anidride solforosa che invece si ottenevano dalla combustione del gasolio.
Risulta allora chiarissimo che la conversione del restante 64% delle caldaie obsolete, presenti in italia, in caldaie a metano costituisce una priorità ambientale assoluta se si vuole andare nella direzione dell'abbattimento della quantità di anidride carbonica e dell'azzeramento di sostanze cancerogene e acide provenienti dalla combustione del gasolio.
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